El enfermo imaginario
El enfermo imaginario ma si voy dite di no,
Bell’ingrata, io moriró.[9].
(Aparece en la ventana una vieja, que le responde, burlándose de él:).
Zerbinetti, ch’ogn’hor con finti sguardi,
mentiti desiri,
fallaci sospiri,
accenti buggiardi,
di fede vi pregiate,
ah! che non m’ingannati.
Che gia so per prova,
ch’in voi non si trova
costanza né fede.
Oh! quanto é pazza colei che vi crede.
Quei sguardi languidi
non m’innamorano,
quei sospir fervidi
piú non m’infiammano;
Credet’a me
che gia so per prova
ch’in voi non si trova
costanza né fede;
Oh, quanto é pazza colei que vi crede!
(Los violines comienzan a tocar).
POLICHINELA.— ¿Qué impertinente armonÃa ésta, que viene a interrumpir mi voz?